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Kenya

Vigilia delle elezioni in kenya

Il clima pre-elettorale a Nairobi durante le elezioni più importanti per i kenyoti degli ultimi trent'anni. Dopo i lunghi anni del regime di Moi, la speranza delle nuove elezioni vista da chi vive in una baraccopoli alla periferia di Nairobi.
Davide Rasella (Casco Bianco a Nairobi, Kenya)
Fonte: Caschi Bianchi Apg 23 - 26 dicembre 2002

Vi scrivo da Nairobi per raccontarvi un po' delle elezioni, che si terranno domani ( il 27 dicembre), data che non capita a caso a ridosso delle feste...Moi infatti punta sul fatto che molti abitanti di Nairobi e di altre città, la maggioranza dei quali voterebbe per l'opposizione, tornino in campagna dai parenti e non possano così votare.
Nonostante questo, molti sono rimasti nella capitale e l'aria che si respira è di vittoria della coalizione Rainbow guidata da Kibaki. Fino ad ora, al contrario delle aspettative, non ci sono stati grossi scontri di piazza così come capitò nelle elezioni del '92 e del '96.
Nonostante queste siano sicuramente quelle più importanti da trent'anni a questa parte, poichè Moi si è ufficialmente ritirato dalla competizione elettorale, rinunciando così al mantenimento della sua dittattura (sotto le false spoglie di democrazia) che dura dagli anni '70. Il suo successore designato è Uhuru Kenyatta, figlio del celebre Jomo Kenyatta(primo presidente dopo l'indipendenza), che si presenta come giovane rampante uomo d'affari che vuole dare un "fresh start" al paese. Kibaki ha invece ormai superato la sessantina, è uno degli economisti più in gamba del Kenya, e da circa dieci anni a questa parte sta all'opposizione, che questa volta, al contrario delle scorse elezioni, si presenta unita e, almeno sulla carta, vincitrice.
Ho assistito alla conferenza di un'esperta della politica kenyota che ha dipinto un quadro abbastanza desolante di quello che sta accadendo. Innanzitutto bisogna capire che qui per la maggioranza dei cittadini l'unica politica che esiste è la "politica dello stomaco": vuol dire che quando i vari candidati fanno campagna elettorale nei quartieri pagano la gente per elogiarli, e nelle loro manifestazioni la maggior parte del pubblico è "assoldato" per circa un dollaro al giorno (cifra qui per molti non irrilevante). A costoro non interessa chi sarà il prossimo presidente del Kenya, le elezioni rappresentano solo un'occasione per raccimolare qualche soldo....infatti quando la gente muore fuori dall'ospedale perché non può pagare l'ingresso vuol dire che non ci sono abbastanza soldi per la sanità, ma pochi giorni prima delle elezioni il partito di governo trova milioni e milioni di scellini per salvarsi il fondoschiena.
Inoltre si sta verificando un fenomeno tanto grottesco quanto tragico: tutti i funzionari e burocrati, sentita aria di sconfitta, stanno velocemente vuotando le casse dello stato arraffando quanto più possono per poi darsela a gambe dopo le elezioni. La gente ha idee vaghe su cosa sia esattamente la politica e su quale sia la sua importanza: i candidati spesso promettono la nuova strada o la nuova scuola e vengono votati per questo, anche se poi è da anni che rubano e non hanno mai fatto niente di quello che promettono; non interessano le idee di fondo, non interessa l'economia o la corruzione, che sono cose lontane, che non gli appartengono (come dargli torto), interessa solo l'immediato, se avranno da mangiare per quella sera....lo stomaco appunto.
La cosa forse più temuta dall'opposizione è la possibilità che le elezioni siano truccate.In passato sono successe cose buffissime: le urne elettorali a fine giornata venivano trasportate dal luogo delle elezioni alle caserme di polizia e durante il trasporto incidentalmente alcune sparivano, o se ne materializzavano altre, o venivano sostituite, o il furgone spariva dalla circolazione. Molta gente analfabeta, soprattutto nelle campagne, poteva chiedere al responsabile di seggio di mettere la croce al posto suo, e figuratevi i solerti funzionari di Moi dove la mettevano...
Chiaramente non si contava il numero di persone che venivano pagate o intimidite per votare in un solo senso.
Proprio per evitare tutto questo è stata istituita la Commissione Elettorale del Kenya (ECK), con il compito di vigilare sulla correttezza delle elezioni con l'aiuto anche di osservatori internazionali; commissione che, finora, sembra stia facendo un buon lavoro.
Per quanto riguarda i media, il maggior quotidiano nazionale, il Nation, sembra piuttosto imparziale, mentre la KBC, unica rete televisiva che trasmette in tutto il Kenya, ha finora attribuito il 95% dello spazio a Uhuru ed il restante all'opposizione.
I timori maggiori sono che Moi cerchi in tutti i modi di truccare le elezioni e rovesciare così la volontà popolare; a quel punto ci potrebbero essere violenti scontri, tanto più che lo stesso esercito (e qui in Africa l'esercito conta davvero molto) non è compatto nell'appoggiare il presidente e molti generali si sono proclamati a favore dell'opposizione.
Le mie impressioni sono che qui tutti i politici sono uno schifo...in mezzo a tanta miseria pensano solo a rubare il più possibile depredando gente che già non ha niente. Anche quelli dell'opposizione hanno già truccato durante le nomination e molti di loro sono usciti da poco dal governo di Moi. Se non altro con Kibaki s'interromperebbe la dittatura, sperando di non iniziarne un'altra. La violenza delle forze di polizia e le loro repressioni qui sono all'ordine del giorno...non c'è da stupirsi più di tanto...

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