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Kenya

Il neo-eletto presidente Kibaki visto con gli occhi dei kenyoti

A scrutinio non ancora completato le impressioni a caldo sull'elezione del nuovo presidente. I keyoti sperano nella fine effettiva di un periodo di dittatura mascherata di legalità e sostenuta da spionaggio, tortura e eliminazione fisica degli oppositori. Kibaki ha preso numerosi impegni, tra i quali l'apertura dell'istruzione primaria a tutti, gratuitamente.
Davide Rasella (Casco Bianco a Nairobi, Kenya)
Fonte: Caschi Bianchi Apg 23 - 31 dicembre 2002

Vi scrivo per aggiornarvi sul risultato delle elezioni qui in Kenya, lo scrutinio non è stato ancora completato (circa 6 milioni di schede su 10 milioni ) ma ormai è sicura la vittoria di Kibaki, leader dell'opposizione, su Uhuru Kenyatta, rappresentante del partito al governo. Il primo ha ottenuto più di tre milioni e mezzo di voti contro il milione e trecento di Kenyatta, poco è rimasto per i restanti partiti dell'opposizione che non si sono uniti alla National Rainbow Coalition. Il suo successo è stato schiacciante superando addirittura le previsioni che si facevano alla vigilia. Nonostante vi siano stati alcuni tentativi di truccare le elezioni da parte del partito al governo, il buon lavoro svolto dagli osservatori internazionali e dalla ECK (commissione elettorale del Kenya), insieme alla stessa popolazione, fermamente decisa a contrastarli, hanno impedito che potessero influire in maniera significativa sul risultato elettorale così come era successo nelle elezioni del '92 e del '96.
L'aria che si respira qui a Nairobi è di liberazione...liberazione da una dittatura che durava ormai da troppi anni e che stava facendo affondare il paese, che non rispettava i diritti umani, che favoriva solo i privilegi di pochi ed abbandonava per strada gli ultimi, che aveva portato l'economia alla stagnazione e la disoccupazione a livelli insostenibili.
Moi ha gestito il potere in maniera autoritaria, introducendo logiche di nepotismo e corruzione che hanno distrutto il Kenya, usando quali strumenti la tortura e l'assassinio di molti oppositori politici.
E' finita un'era.
Non è detto che Kibaki riuscirà a risollevare il paese. Le premesse sono buone: il nuovo presidente è un esperto economista, molto quotato a livello internazionale. Si è impegnato nella grossa promessa di rendere la scuola primaria obbligatoria e gratuita per tutti. A noi occidentali potrà sembrare poco, ma in un paese dove tutto è a pagamento, dove i servizi essenziali non sono garantiti a nessuno ( la scuola costa molto di più che in Italia, la sanità è un privilegio di pochi, il tutto con il 60% della popolazione che vive con meno di un dollaro al giorno) questo è un passo importante.
In centro città si festeggia, ed anche nelle baraccopoli c'è un clima disteso....è stato un cambiamento voluto da tutti...non ha senso che pochi contrari si oppongano con la violenza, violenza che pure si era prospettata.
E' avvenuto tutto nella maniera più pacifica e democratica possibile per un paese come il Kenya, e questo lascia ben sperare per il futuro.

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