I lavori del forum
Si è conclusa la tre giorni del Forum Sociale Cileno: dopo una marcia memorabile per la grande mobilitazione della gente (la prefettura parla di 30.000 partecipanti mentre l'organizzazione dice 50.000) e per gli incidenti che si sono verificati al suo termine, rimaneva l'incertezza su come sarebbero andati i lavori del Forum. Invece abbiamo avuto la riprova che l'evento era desiderato e atteso e che non era un affare di pochi; a partecipare ai vari seminari, laboratori e incontri sono stati in novemila.
Resoconto di alcuni incontri:
1. "Il servizio militare obbligatorio e la scuola della morte".
L'introduzione è stata dedicata a una definizione e alle origini dell'obiezione: la parolaobiezione può abbracciare un'ampia sfera di significati. Essa non si riferisce solo al mondo militare, ma può inseririsi in ogni scelta che una persona fa. Non riguarda solo un gruppo di giovani che sono soggetti all'obbligo di leva, ma investe tutta la società, è un costume, un'abitudine che va praticata quotidianamente.
Davanti ad ogni obbligo, ma più in generale davanti a qualsiasi situazione, comportamento sociale, regola o pratica, ci si dovrebbe interrogare su tre aspetti:
- Il perchè essa esiste;
- Se è ammissibile;
- Che posizione assumo io;
Nel primo punto c'è la ricerca di ciò che umanizza, e cioè il chiedersi se c'è un senso in quello che facciamo o vediamo fare. Chiedersi se c'è un perchè, significa mettere in discussione qualcosa che può essere considerato normale dai più, e osservare la realtà da un altro punto di vista. E' però doveroso proseguire e farsi un'altra domanda, tutto ciò che ho visto e che mi ha messo in discussione, è possibile? Qui subentra il senso del limite, il dire « no », il dire « a questo non ci sto! », « Questo e' troppo! ».
E', in un certo senso, l'indignazione il sentimento che porta a fare delle scelte e a cambiare direzione.
Infine si arriva alla ribellione, e cioè alla disponibilità a cambiare e a pagare le conseguenze pur di manifestare il proprio dissenso verso qualcosa che non si condivide, che ci ha deluso ed indignato e che prima ancora ci ha messo in crisi.
L'obiezione nasce da una contrapposizione tra liberazione e dominazione, nasce dalla mancata risposta di chi pratica l'abuso e la forza, a chi chiede diritti. E' un processo di discernimento che si sviluppa nella coscienza di ciascuno e che può diventare un'istanza sociale. Ogni volta che una pesona si "stanca di bersi la storia che gli raccontano", lì inizia l'obiezione.
Un testimone, chiamato a raccontare la sua scelta di obiezione, ci ha invitati ad analizzare meglio ciò che viene praticato nel mondo militare. Va detto che in Cile, per la storia recente del paese che fu retto da una giunta militare per 17 anni, il tema del rapporto con le Forze Armate è sempre scottante e rappresenta un terreno di scontro. La repressione che è stata attuata dallo Stato per mezzo delle forze armate, ha profondamente inciso sul modo di vita delle persone, sulla loro capacità di opporsi e di creare consenso attorno ad una critica, sulla partecipazione alla vita politica, sull'espressione del proprio pensiero. D'altra parte il Cile è un paese dove tutora, torturati e torturatori convivono senza che ai primi sia stata data giustizia. La paura è ancora viva.
Si è poi discusso dell'essenza del militarismo. Di fatto ci si allena ad usare le armi, a pensare dentro una logica di annientamento.
Qual è il metodo seguito per avere maggior presa sugli allievi o per essere sicuri che saranno disposti a eseguire ogni ordine?
Si lavora molto sull'annientamento della personalità individuale e si crea semmai una personalità collettiva (il battaglione) spesso non tangibile (la patria). Un partecipante ha espresso un concetto molto bello nella sua durezza e che ben rivela le ombre della società cilena, profondamente classista e dal triste primato delle violenze intra-familiari. Il giovane ha detto che la violenza viene sistematizzata, per cui essa continua, generando più violenza. Non si percorre la strada del dialogo, ma si gioca secondo la parte che uno ha in un dato momento, uno è per un verso sottomesso e dall'altro è un dominatore. Si è trattato il tema di quanto la logica militare invada la vita al di fuori dei reggimenti, si tratta di una meccanica che ha, secondo gli ospiti presenti, trasformato il paese in una pseudo-democrazia.
2. "La violenza militarista: alcuni casi emblematici"
In questo incontro, toccante e sconcertante, si sono trattati i casi di giovani coscritti, morti negli ultimi anni per atti cosiddetti di "nonnismo". Come sempre in queste situazioni, è difficile arrivare alla verità: inquinamenti delle prove, errori giudiziari, intimidazioni e coincidenze rendono spesso difficile le ricerche da parte delle famiglie. In tutti i casi analizzati, ci sono fattori comuni: tutti i ragazzi sono stati fatti passare per persone difficili, con crisi depressive, per tutti si è parlato di suicidio. Solo la forza delle famiglie e l'appoggio di parte della società civile hanno permesso, in alcuni casi, di scoprire delle discrepanze e di far seguire le indagini obbligando le FF.AA. a delle ammissioni.
- Pedro Soto Tapia
E' figlio di una famiglia molto povera di San Felipe, la cui unica opportunità di migliorare la propria situazione economica e sociale diventa il servizio militare. Dopo essere tornato a casa per una licenza, Pedro manifesta il desiderio di non tornare in caserma. E' la madre stessa a "obbligarlo" ad uscire di casa dal momento che il figlio accenna ad un problema di cui però non vuole parlare. Da quel giorno, un 15 dicembre, non si sa più nulla del ragazzo fino al successivo 15 marzo, data nella quale viene trovato il suo corpo nell'anfratto di una montagna. Il referto dei medici militari parla di suicidio, ma il corpo è stato trovato incompleto, quindi di che genere di suicidio si sarebbe trattato?
L'inchiesta su questa morte non si è ancora conclusa. La famiglia non ha risorse o appoggi, si tratta di una famiglia completamente sola e senza protezioni. Solo l'intervento della R.O.C. (rete obiezione di coscienza) ha permesso di ottenere la riesumazione del corpo e un'autopsia che finalmente e logicamente ha escluso l'ipotesi di suicidio.
- Orlando Moral Pinto
Viene da una famiglia borghese, il padre ex carabiniere. Sceglie il servizio militare e vi entra prima di compiere i 17 anni. Nell'esercito studia e diventa contabile, titolo che gli permetterà di lavorare nell'amministrazione del comando. Ed è proprio facendo il suo lavoro che scopre degli illeciti nel bilancio, scopre che ci sono degli ammanchi. La preoccupazione lo porterà a riferire tutto al suo superiore che però è coinvolto a pieno nell'illecito. Un 6 di settembre, la famiglia viene avvisata della morte del figlio per suicidio. Le consegnano la bara chiusa e durante tutto il giorno prima del funerale, i militari sorvegliano la casa e non permettono ai famigliari di uscire. E' solo la disperazione a portare i genitori, ad aprire durante la notte la bara e a scoprire che il corpo del ragazzo è tumefatto per le botte ricevute e presenta scottature, mancano persino alcune falangi delle dita.
Da questo momento in poi comincia una vita difficile per i genitori di Orlando. Le minacce, le pressioni perchè si taccia, si fanno forti (tramite telefonate, avvisi...). Proprio quest'anno il padre ha subito un attentato. Mentre stava conducendo la sua auto, è stato affiancato da un'altra auto che lo ha costretto a uscire di strada. Da poco, le pressioni della stampa e di molte associazioni, hanno portato alcune persone che sapevano, a parlare e a denunciare quello che era accaduto. Alcuni testimoni non sono stati accettati dal tribunale perchè non sani di mente ( ben 9 persone in servizio nell'esercito!) e un testimone chiave risulta scomparso nel nulla.
Emergono due aspetti:
1) la rete di potere del mondo militare cileno è assai estesa e il confine con la società civile è piuttosto labile, dal momento che alle FF.AA. è possibile influire sui giudici, ottenere perizie false, sequestrare persone e organizzare attentati; il tutto nella quasi totale impunità. Va detto cue questi fatti si sono svolti negli ultimi anni, in piena democrazia.
2) I risultati ottenuti con l'appoggio di O.N.G., di associazioni per i diritti umani danno speranza; questo significa che nonostante la disparità di mezzi, alla società civile resta ancora la carta dell'unione per poter far fronte ad una condizione di subordinazione. I risultati conseguiti dalla R.O.C. hanno permesso di lasciare aperti i processi, e di catalizzare l'attenzione pubblica, mettendo in imbarazzo alcuni funzionari. Nel caso di Orlando, per esempio, si è ottenuto che venisse sepolto con gli onori militari e che si riconoscesse che si era trattato di omicidio.

