Gruppi di tematiche

ENTE: Associazione Comunità Papa Giovanni xxiii

CROAZIA

VOLONTARI RICHIESTI: N° 2

1. SEDE DI REALIZZAZIONE DEL PROGETTO:
I volontari si inseriranno prioritariamente nella struttura di Veliki Prolog sostenendo le attività della comunità terapeutica di Orah, dell’accoglienza di Borovci e dei centri di ascolto.

2. DESCRIZIONE DEL CONTESTO SOCIO POLITICO ED ECONOMICO DEL PAESE DOVE SI REALIZZA IL PROGETTO:
Informazioni generali:
Denominazione del paese: Republika Hrvatska
Superficie territoriale: 56.542 km²  
Densità: 125 abitanti per Km2
Capitale: Zagabria  (879.145 abitanti nel 2001)
Popolazione: 4.496.869 abitanti
Tasso di crescita della popolazione: -0,03%
Alfabetizzazione adulti: 98,1%
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Mortalità infantile:
totale: 6,72 morti/1.000 nati vivi
maschi: 6,7 morti/1.000 nati vivi
femmine: 6,74 morti/1.000 nati vivi
Aspettativa di vita
totale: 74,68 anni
maschi: 71,03 anni
femmine: 78,53 anni
Governo: Repubblica parlamentare
Capo di Stato: Stjepan Mesić
Capo del Governo: Ivo Sanader
Indipendenza: dalla Jugoslavia il 25 giugno 1991
Divisione amministrativa: la Croazia è divisa in 20 contee (županije), mentre la capitale Zagabria costituisce una propria entità.
Religione
La religione predominante è la cristiano-cattolica (87,8%), seguita da quella cristiano-ortodossa (4,4%) e dall'islamismo sunnita (1,3%). Il santo patrono dei Croati è San Cristobaldo Re.
Lingua
La lingua ufficiale è il croato, una lingua slava del gruppo meridionale che utilizza l'alfabeto latino.
Le altre lingue (serbo, ungherese e italiano) sono parlate come prima lingua da meno del 5% della popolazione. Nella regione istriana l'italiano è lingua ufficiale, anche se il livello di tutela della minoranza nazionale italiana è assai diverso da zona a zona
Economia
L'economia croata si basa prevalentemente sul terziario e sull'industria leggera. Il turismo riveste un'importanza crescente negli anni. Il PIL pro-capite del 2007 era di 15.355 dollari americani.
L'organizzazione economica croata è attualmente post-comunista. Alla fine degli anni ottanta, all'inizio del processo di transizione verso il capitalismo, il sistema versava in buone condizioni, poi seriamente peggiorate a causa della de-industrializzazione e dei danni della guerra. A peggiorare lo stato delle cose contribuirono una forte disoccupazione e l'insufficienza delle riforme economiche. Negli ultimi anni il paese ha conosciuto una forte crescita economica e si è preparato all'ingresso nell'Unione Europea, la quale rappresenta il suo principale partner commerciale.
Nel febbraio 2005, la Croazia ha sottoscritto il Patto di Stabilità, Crescita e Sviluppo dell'UE e ha fatto sostanziali passi in avanti verso la completa adesione. Le autorità di Zagabria prevedono una forte crescita economica nei prossimi anni, considerando che attualmente il paese soffre a causa del deficit della bilancia commerciale e del debito pubblico. Alcune grandi compagnie commerciali hanno già beneficiato della liberalizzazione del mercato croato, mentre si attende una forte espansione della produzione grazie ad un incremento degli investimenti.
Diritti umani
La guerra del 1991-1995 ha continuato a gettare ombre sui diritti umani in Croazia. Nonostante qualche progresso nelle indagini e nei procedimenti per crimini di guerra, l'impunità è rimasta diffusa per i crimini che sarebbero stati commessi da membri dell'Esercito croato e delle forze di polizia. Le minoranze, compresi rom e serbo croati, hanno subito discriminazioni, anche nell'ambito dei diritti economici e sociali. Dei circa 300.000 serbo croati sfollati dal conflitto, all'incirca 130.000 sono risultati registrati ufficialmente come rientrati a casa.

3. DESCRIZIONE DEL CONTESTO TERRITORIALE:
L'area geografica di prevalente intervento dell’Associazione è quella dell'entroterra di Spalato e di Makarska, anche se di fatto rappresenta un punto di riferimento per l'intera realtà sociale della Croazia e della Bosnia Herzegovina meridionale.

4. DESCRIZIONE DEL CONTESTO SETTORIALE:
L'area interessata dal progetto si trova geograficamente nell'entroterra della costa Dalmata e delle più rinomate località turistiche e balneari della Croazia. L'economia è prevalentemente di tipo agricolo o dedicata alla trasformazione, ma resta un'area periferica e scarsamente sviluppata rispetto al litorale. Questi territori costituiscono punti di passaggio di numerosi traffici illeciti, data la posizione strategica in prossimità del confine con la Bosnia Herzegovina. L'area meridionale della Bosnia Herzegovina, come l’intera entità federale nata dopo gli accordi di Dayton, vive una situazione di stallo politico ed economico, che favorisce fenomeni di emigrazione e disgregazione sociale in un contesto dove la conflittualità tra le varie componenti della Federazione resta alta, seppur non esplicitata in un conflitto armato.
E’ inoltre necessario segnalare, come lascito del conflitto ma non solo, la presenza di traffici illeciti, in particolare di stupefacenti, nell’area sud-occidentale di Bosnia Herzegovina, Croazia e Albania.
Secondo una stima effettuata dal Governo croato nel 2007, il numero di tossicodipendenti presenti in Croazia si aggira attorno ai 25.000 – 30.000.
Le cause di questo fenomeno vanno ricercate nella precaria e delicata situazione sociale emersa in seguito al conflitto armato: in particolare sono state evidenziate una serie di problematiche e patologie (PTSD: Post Traumatic Stress Disorder) tra i nati negli anni 60’-80’. A ciò si aggiunge una complessiva fase di crisi della famiglia e di mancanza di riferimenti educativi, soprattutto nell’entroterra della costa croata, meno sviluppato e soggetto ad una economia prevalentemente agricola e al fenomeno dell’emigrazione verso l’Europa e Australia.
In tutta la Croazia sono solo 9 le strutture terapeutiche (sia pubbliche che private) nonostante stia crescendo la domanda di intervento e accoglienza proveniente anche dall’area sud-occidentale della Bosnia Herzegovina (Mostar) e dell’area balcanica in generale.

5. OBIETTIVI SPECIFICI DEL PROGETTO DI IMPIEGO, IN AGGIUNTA AGLI OBIETTIVI GENERALI ESPRESSI NEL TESTO COMPLETO DEL PROGETTO:
Obiettivo 1
Aumentare del 10% l’accoglienza nelle pronte accoglienze e nelle comunità terapeutiche di soggetti con problemi di dipendenza e provenienti da situazioni di emarginazione.
Obiettivo 2
Individuare soggetti in situazioni di povertà ed emarginazione (anziani, famiglie, portatori di disabilità psico-fisica) e favorire contatti con i servizi offerti dal territorio, incrementandoli del 20%.
Obiettivo 3
Promuovere nel territorio di Veliki Prolog attività educative e aggregative rivolte a minori al fine di rimuovere fattori di disagio sociale che possono portare a forme di dipendenza.

6. DESCRIZIONE DEL PROGETTO:
L’Associazione ha scelto di intervenire nell’ambito di intervento della lotta alla tossicodipendenza attraverso l’accoglienza di soggetti dipendenti da sostanze e la proposta di un percorso di riabilitazione terapeutica e reinserimento sociale.
Le comunità terapeutiche di Orah, di Veliki Prolog e di Sinj accolgono ciascuna mediamente 15 ragazzi/e l’anno che intraprendono il cammino terapeutico di disintossicazione, alternando momenti di vita comunitaria, lavoro, attività di animazione comuni, momenti di incontro individualizzato e comune per verificare lo stato del cammino di disintossicazione. Garantiscono anche l'accompagnamento delle persone presenti presso i centri di assistenza sanitaria e tutti i contatti necessari con la realtà circostante. Nella struttura di Orah in particolare possono trovare accoglienza anche persone con problematiche di disabilità / disagio psichico.
La struttura e gli operatori di Veliki Prolog intendono creare anche dei momenti di aggregazione per minori presenti nel paese e proporre attività di sensibilizzazione e di prevenzione delle dipendenze. Garantiscono, inoltre, il funzionamento di uno dei due centri di ascolto.
La pronta accoglienza di Borovci (Metkovic) accoglie mediamente circa 50 ragazzi/e che intraprendono il cammino terapeutico nella prima fase di questo percorso, per poi essere accolti nelle strutture di comunità terapeutiche propriamente dette. La struttura di Borovci inoltre monitora e supporta le necessità di alcuni anziani soli presenti nell'area (attualmente 6 ) e garantisce a questi anziani oltre che alle persone accolte l'accompagnamento presso i centri di assistenza sanitaria e tutti i contatti necessari con la realtà circostante.
Infine l’Associazione interviene nell’ambito delle tossicodipendenze anche attraverso la presenza di 2 centri di ascolto, di Veliki Prolog e di Spalato, attivi 3 ore alla settimana e che creano mediamente 200/300 contatti l’anno.
L’associazione e’ partecipe della Commissione Nazionale per la lotta alla tossicodipendenza e altamente considerata nelle consultazioni condotte dal governo croato in materia: in tale veste l’Associazione collabora alla stesura delle nuove norme in materia di tossicodipendenza.
La presenza radicata nella municipalita’ di Vrgorac e Metkovic consente alla Associazione di essere un punto di riferimento per il monitoraggio di fenomeni di disagio sociale e abbandono e per offrire assistenza ai portatori di disabilità fisica, che spesso vivono in situazioni di emarginazione e non trovano punti di riferimento che li aiutino a integrarsi nella società.
Tutte le strutture e gli operatori, che hanno seguito un percorso di formazione in Italia presso l'Associazione, attendono che il quadro normativo in Croazia si precisi per procedere ad un accreditamento ulteriore delle strutture ed all'inserimento in percorsi di formazione riconosciuti dalle autorità statali. Anche a questo scopo e per l'importanza di tali aspetti, è di particolare rilievo e importanza il contatto e la collaborazione continua con le autorità locali e nazionali.
In particolare l'Associazione collabora attivamente con gli Assistenti sociali delle municipalità di provenienza degli accolti, con la Diocesi di Spalato, con l’Ufficio Nazionale presso il Ministero della Salute per la tossicodipendenza e con la rete delle comunità terapeutiche della Dalmazia. In generale il progetto si propone di rispondere alla sempre crescente richiesta di accoglienza nelle comunità terapeutiche ed all’esigenza di intervenire attraverso un programma di prevenzione alla tossicodipendenza.

7. MESI DI PERMANENZA ALL'ESTERO ED EVENTUALI PARTICOLARI OBBLIGHI DEI VOLONTARI DURANTE IL PERIODO DI SERVIZIO:
9/10 mesi di permanenza all'estero
Non ci sono particolari obblighi a cui sono soggetti i volontari; tuttavia, viste le caratteristiche del progetto e dell'ente Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, ai volontari viene richiesto:
elevato spirito di adattabilità;
flessibilità oraria;
disponibilità a partecipare a incontri di sensibilizzazione e di testimonianza al termine della permanenza all'estero;
disponibilità a partecipare ad un modulo di formazione comunitaria e residenziale prima della partenza per l'estero.

8. PARTICOLARI CONDIZIONI DI DISAGIO PER I VOLONTARI CONNESSE ALLA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO:
Non ci sono particolari condizioni di disagio.
Si richiede, però, di rispettare lo stile di vita dell'associazione, basato sull' essenzialità e sulla sobrietà. La coerenza con questi valori è essenziale per vivere a pieno la condivisione diretta con le persone più povere ed emarginate che si incontrano. Tale stile di vita proposto può condizionare la gestione del tempo e degli spazi, di conseguenza, nella maggior parte delle strutture della comunità, può risultare difficile raggiungere condizioni di perfetta privacy.

Note:

DOVE INVIARE CANDIDATURA

Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII
Via S. Domenico di Cesato, 7
48018 Albereto di Faenza (RA)

Powered by PhPeace 2.3.2-r28