Tra sogno e realtà
Brasile. Nordeste. Piauì. Parnaìba. Ilha Grande.
Rapida zoommata dal macro al micro, dal gigante "bonito por natureza", a una piccola isola in cui il fiume bacia il mare, alla fine del mondo come dice spesso qualcuno.
Ilha Grande di Santa Izabel è soltanto una delle 73 isole che compongono il Delta del fiume Parnaìba, quel meraviglioso ma delicato ecosistema che, visto dall'alto, sembra un palmo di mano attraverso le cui dita il fiume sfocia in mare aperto, l'unico delle Americhe, uno dei pochi al mondo oltre al Nilo e al Makong.
Siamo in Brasile, rapiti da un'incantevole vegetazione, da una sorprendente biodiversità, da paesaggi esotici e ricchezze naturali, cullati dalle note della Bossanova(1), coinvolti dal ritmo del samba, ossessionati dall'onnipresente forrò(2), estasiati di fronte alle acrobazie della capoeira(3), inebriati dalla cachaça(4), storditi dal sole tropicale, circondati da donne bellissime.......
Questo è quello che, volenti o nolenti, è entrato nelle nostre teste, questo è il sogno per cui siamo disposti a sborsare centinaia di Euro, questo è il mito esotico che muore appena si imbocca una strada sconsigliata dai tour operator, se per caso ci si avventura in rotte alternative o se si compie la scelta consapevole di fare un tipo di turismo differente o addirittura un'esperienza di volontariato.
Ecco che il contesto cambia: gli interminabili spazi verdi sono sommersi dai rifiuti, buste di plastica seminate ovunque tra le piante; elevata percentuale di alcolismo tra gli abitanti dell'isola, le splendide case con vista mare lasciano il posto a case di fango e paglia,
le bellissime donne diventano bambine che a quindici anni hanno già due figli e sono state abbandonate dall'ipotetico marito, la ricchezza naturale contrasta con la povertà e le condizioni miserabili a cui molti sono ancora costretti a vivere.
I sistemi di raccolta dei rifiuti sono scarsi o inesistenti e i supermercati incrementano un notevole spreco di plastica infilando, al momento del pagamento, ogni alimento in una busta differente; l'alcol rappresenta l'unica soluzione alla disoccupazione e un buon modo per passare il tempo, e una bottiglietta d'acqua può essere più rara di una lattina di Coca Cola...
Benvenuti in Brasile, benvenuti nella realtà. Questo è il paese delle contraddizioni, questo è il paese in cui su 170 milioni di abitanti il 20% è inserito nell'economia, in cui l'1% della popolazione detiene il 90% delle terre.
E le contraddizioni si riflettono in piccola scala a Ilha Grande, una realtà semi rurale tra le cui strade, per la maggioranza non asfaltate e piene di buche, non possono passare inosservate le abitazioni di taipa (5)
e paglia dotate di antenna satellitare, e le case dotate di ogni comfort sono affiancate da capanne senza elettricità e senza acqua, in cui i bambini che giocano con i videogames abitano a fianco di quelli che costruiscono il proprio aquilone e la propria trottola con plastica, cartone, o quant'altro si possa raccattare qua e là.
Visitando le famiglie più carenti nel consueto giro con la Pastoral da Criança (6), mi accorgo che l'interno delle case è quasi completamente vuoto, le amache penzolano dai muri e quasi non ci sono materassi o letti, i vestiti sono ammucchiati in un angolo, sul fuoco bolle una pentola con del riso e un po' di fagioli. E' buio perché le finestre sono minuscole per non lasciare entrare il calore del sole...rimango sconcertata: c'è la televisione accesa!! Al di fuori della casa un bambino impasta il fango per riparare le mura che sono state danneggiate dalla pioggia, altri tre corrono a piedi scalzi non prestando molta attenzione alle feci depositate da maiali, galline o cani che circolano liberamente. Le donne sono sedute in un angolo e chiacchierano, la più giovane allatta un bambino di 5 mesi e dalla pancia se ne intuisce un altro in arrivo. I piccoli sembrano godere di una discreta salute. In questa zona è ormai quasi assente la mortalità infantile per denutrizione. Alcune donne non sanno quanti figli hanno, otto o nove, qualcuno va a scuola, qualcun altro è già andato via di casa o è al lavoro, molte non conoscono il proprio giorno di nascita e a volte hanno perso i documenti. Capita che non si è stati registrati appena nati, e se non si ha il certificato di nascita non si esiste, e se non si esiste, non si ha diritto a nessun aiuto del governo, e se i genitori non esistono giuridicamente neanche i figli possono esistere e così continua la catena...
Silvano corre scalzo e senza maglietta, i piedi sporchi, le ginocchia sbucciate, sfreccia sulla bicicletta che qualcuno gli ha prestato, spera che il giorno dopo non ci sia scuola. Silvano parla commettendo errori di grammatica.
Jedson va tutti i giorni al Liceo in città con la sua moto, torna a casa e nella stanza ha un computer e passa il suo tempo a studiare, a navigare in internet e ad ascoltare musica. Jedson parla inglese, sta imparando l'italiano e presto frequenterà l'università e troverà un buon lavoro. Jedson qualche anno fa, non era come Silvano. Silvano probabilmente non diventerà mai come Jedson. Eppure entrambi sono nati e cresciuti a Ilha Grande.
Potremmo perderci nell'intricato labirinto dei perché, risalendo a cause che per qualcuno rappresenterebbero soltanto una fastidiosa pulce nell'orecchio. Potremmo non arrivare mai a capire la radice di tante piccole e ingiuste contraddizioni. Potremmo essere presi d'assalto dallo sconforto e da quel senso di inutilità che a volte non sembra proprio volerci abbandonare.
Poi improvvisamente qualcuno bussa alla porta: è Silvano con un piatto pieno di pop corn caldi che sorride e inizia a correre da una parte all'altra della casa. Subito capisco che esiste una dolce contraddizione: quella di chi, in Brasile, è felice anche se non ha niente, di chi ride e balla quando lo stereo si accende, di chi divide con te quello che ha e dà più di quanto tu dai a lui.
Le preoccupazioni si sciolgono in grande abbraccio, e nello sguardo limpido di questo bambino capisco che tutto quello che posso continuare a fare è non smettere di credere che qualcosa cambierà, anzi, che sta già cambiando.
Organismo della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile che si occupa di combattere la denutrizione nei bambini in età compresa tra i 0 e i 6 anni.
1. Stile musicale nato in Brasile durante gli anni 50, periodo di grandi trasformazioni politiche e crescita economica. Questo genere musicale, che parla di spiagge,amore, e belle donne é stato spesso criticato perché nato in seno alla classe borghese non aveva molto a che vedere con le condizioni e la realtá delle classi di lavoratori.
2. Genere musicale diffuso principalmente nel Nord est del Brasile e principalmente tra le classi popolari.
3. E' un tipo di danza-lotta importata dagli schiavi deportati in Brasile per lavorare nelle piantagioni d canna da zucchero nel XVIII secolo. La peculiarità di questa danza è che è l'unica arte marziale accompagnata da strumenti musicali ed è una lotta particolare in cui i corpi dei lottatori non si toccano mai.
4. È un distillato di canna da zucchero. è una delle bevande più popolari in Brasile ed é la base per fare la ormai celebre Capirinha.
5. Tipica abitazione fatta di fango essiccato, legno di Carnauba ( albero della regione ) e tetto di paglia.
6. Organismo della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile che si occupa di combattere la denutrizione nei bambini in età compresa tra i 0 e i 6 anni.

