Brasile-Irlanda: uno pari
Non è la cronaca di una partita di calcio, non ci sono né vincitori né perdenti, i protagonisti di questa singolare esperienza non sono i celebri personaggi del calcio o della televisione bensì persone comuni che con la loro forza di volontà hanno "segnato reti" ben più importanti. L'esperienza a cui mi riferisco è il primo campo di lavoro realizzato a Parnaiba e Ilha Grande nello stato del Piauì (Nord-est del Brasile), attraverso la Caritas Diocesana di Parnaiba (1).
Il 25 luglio scorso un gruppo di giovani irlandesi, guidati dal mitico Padre Geraldo, o meglio conosciuto per "Gerry", sono sbarcati in Brasile con un unico grande bagaglio ovvero investire tempo ed energia nelle comunità più carenti della Parrocchia di Fatima (Parnaiba) e della Parrocchia di N. S. Conceição (Ilha Grande). Il gruppo era composto da otto ragazzi e otto ragazze, ciascuno proveniente da diverse località d'Irlanda, ma tutti uniti dallo stesso spirito di solidarietà.
Fin dal primo giorno i nuovi ospiti hanno suscitato attrazione e curiosità tra i bambini del luogo, il colore chiaro della pelle, degli occhi e dei capelli li faceva tremendamente sorridere. Quei "buffi" stranieri, come all'inizio apparivano agli occhi dei bambini, presto sono diventati i loro migliori amici, conquistandosi il dolce soprannome di "Tio". Allo stesso modo tutti gli abitanti delle comunità non hanno esitato ad accoglierli ed entrare in contatto con loro, come è nel DNA del popolo brasiliano.
Dopo qualche giorno di ambientamento, i ragazzi sono stati ospitati in alcune famiglie della comunità per una settimana, come stabilito da programma. Questa settimana ha rappresentato un momento estremamente importante al fine di una maggiore integrazione sociale. Nonostante il grande limite della lingua, nessuno ha incontrato problemi di relazione mostrando al contrario una grande capacità di adattamento. E se alle volte le tavole potevano offrire solo riso e fagioli, attorno a quelle stesse mense non mancavano mai sguardi e gesti che riempivano più di qualsiasi altro cibo o parola.
Nell'arco della loro permanenza, durata circa 25 giorni, il gruppo ha lavorato alla costruzione di case per le persone più povere attraverso un progetto detto "mutirão" (2) . L'aspetto interessante di questo progetto è il lavoro comunitario che si svolge nel tempo libero dei volontari. L'importanza del lavoro comunitario sta nella creazione e nel rafforzamento dei legami solidali che stimolano l'intera comunità a non abbattersi e ad affrontare collettivamente i problemi comuni. Oltre ad animare la vita comunitaria, questo tipo di lavoro contribuisce ad ammortizzare i costi, grazie all'apporto di manodopera gratuita.
Ogni mattina i ragazzi venivano accompagnati sul luogo delle fondamenta delle case. La costruzione di ogni casa era seguita da un mastro cantiere, due manovali e tre ragazzi/e irlandesi. Più passavano i giorni e più crescevano le braccia lavoro: i beneficiari delle case, i parenti, gli amici, tutti hanno partecipato spontaneamente al lavoro comunitario, aggiungendo il loro mattoncino giornaliero. Il piacevole clima di lavoro che si era instaurato riusciva a distrarre dalla fatica e dal caldo equatoriale. Nella pausa pranzo tutti crollavano sull'amaca a dormire, e di pomeriggio di nuovo in piedi nei centri di nutrizione facendo animazione ai bambini o nell'università dando lezioni d'inglese.
Dall'11 al 17 Agosto, una parte del gruppo si è trasferita in una località più interna del Piauì, in quella che già viene considerata la regione semi-arida del Brasile (3), per dedicarsi alla costruzione di alcune cisterne d'acqua (sempre di forma comunitaria/mutirão). Qui i ragazzi hanno vissuto una vera avventura dovendosi adattare a un clima ancora più torrido e a un ambiente non dotato di acqua corrente, né di materassi per dormire. Quei giorni sono stati utili a mostrare il grave problema della siccità e a offrire momenti di riflessione sulla realtà in cui vivono le famiglie coinvolte.
Contrariamente al pensiero comune dei volontari, il vero problema di questa regione non è l'assenza assoluta di pioggia, ma ciò che provoca tanta sofferenza e siccità, è la caduta di pioggia irregolare su un suolo piano e impermeabile, associata a un alto tasso di evaporazione. Queste caratteristiche fanno sì che il territorio presenti ostacoli peculiari come: il difficile accesso all'acqua (donne e bambini sono costretti a percorrere ogni giorno km e km di strada per incontrare un po' d'acqua per l'uso domestico), la mancanza di opportunità di lavoro e la denutrizione infantile. Tutto ciò implica l'urgente necessità di raccogliere l'acqua piovana in apposite cisterne, per conservarla, e proteggerla dal sole. La cisterna rappresenta pertanto il mezzo che garantisce acqua potabile alle famiglie. Grazie a questo mezzo ma soprattutto alla volontà collettiva, è possibile convivere con le condizioni del semi-arido e in particolare con la siccità. Questa è la lezione che hanno appreso i volontari in quei giorni.
Ai momenti di lavoro si alternavano momenti di incontro sociale come le visite svolte ad alcuni gruppi di artigiani assistiti dalla Caritas, e le visite alle famiglie più carenti assistite dalla Pastoral da Criança (4). Uno degli incontri più suggestivi a cui hanno partecipato è stato quello con i lavoratori rurali di un accampamento "Sem Terra" (5), nei pressi della località di Esperantinha (ca 150 km di distanza da Parnaiba).
"La terra è la Pachamama (Grande Madre) che nutre i suoi figli e poi li accoglie in grembo quando sono morti e noi la amiamo come il neonato ama il battito del cuore di sua madre" . Così è iniziata la testimonianza di un lavoratore senza terra che ha ricevuto il gruppo. E ha continuato dicendo "La terra che si coltiva è la Terra dei nostri avi e delle divinità, dei riti e delle feste, sottrarre la terra a noi significa privarci di tutto il nostro patrimonio storico e culturale e della nostra identità etnica". Per i lavoratori rurali la terra è fonte di lavoro e non di riproduzione di ricchezza, e la sua proprietà è collettiva e non individuale. Soprattutto per i contadini senza terra, questa, possiede ancora un valore morale e lo squilibrio nella sua distribuzione viene percepito come un'ingiustizia inaccettabile. Il messaggio trasmesso ai ragazzi quel giorno ha lasciato rabbia e impotenza, ma nei loro occhi si leggeva anche ammirazione e coraggio di fronte a chi non smette di lottare.
L'avventura si è avvicinata al termine rapidamente e al momento dei saluti è diventata dura per tutti. I ragazzi hanno portato via con sé l'intreccio dei volti, dei luoghi, delle emozioni, e delle riflessioni che hanno segnato i 25 giorni trascorsi a Parnaiba e Ilha Grande. E ciò che resta di loro, non sono solo case e cisterne sparse sul territorio brasiliano, ma un rapporto di amicizia che racchiude sentimento e gratitudine reciproca e che la distanza non potrà affievolire.
Ancora oggi, a distanza di 4 mesi, gli abitanti ricordano con molta "saudade", i bei momenti trascorsi insieme agli amici irlandesi, come è stato ad esempio il giorno della visita al delta del fiume Parnaiba. Quel giorno, eravamo tutti a bordo di un'imbarcazione locale nel mezzo di una natura stupenda, ballando, cantando e ridendo insieme. Quel giorno ricordo di aver assistito a due incontri eccezionali, quello del fiume Parnaiba con le acque dell'oceano atlantico e quello di due popoli apparentemente lontani ma in realtà vicinissimi.
1. La Caritas è un'istituzione di assistenza sociale legata alla chiesa cattolica che forma nel mondo intero una grande rete di entità di ambito internazionale con 146 organizzazioni sparse in 198 paesi. In Brasile la Caritas è un organismo della CNBB, Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile, legato alla Pastorale sociale. La Caritas Brasiliana nasce nel 1956 con fini filantropici, ed è riconosciuta come entità di pubblica utilità federale. L'obiettivo della Caritas è quello di promuovere e animare la solidarietà ecumenica liberale, partecipare alla difesa della vita, all'organizzazione popolare e alla costruzione di un progetto sociale che coinvolga le persone più emarginate ed escluse, contribuendo alla conquista della loro piena cittadinanza e al cammino del Regno di Dio.
2. Il termine "mutirão" definisce l'attività di mutuo aiuto fornito gratuitamente dalle persone di una determinata comunità in favore di un membro o di una famiglia della stessa comunità. E' un movimento spontaneo che si è intensificato in Brasile in occasione del cambio di moneta, cruzeiro con reál. Tale cambio ha procurato alle fasce sociali più povere ulteriore indebolimento. Il "mutirão" per la costruzione e la ristrutturazione di case nasce a Ilha Grande circa 6 anni fa, e l'obbiettivo è quello di aiutare le persone senza una casa, o chi non possiede una casa dignitosa con le minime condizioni igienico-sanitarie. La maggioranza delle persone del nord-est del Brasile, infatti, abita nelle cosiddette "taipa", che sono costruzioni con pareti di fango e legno e il tetto di paglia.
3. La regione semi-arida del Brasile comprende una estensione di circa 900.000 kmq che va dalla Valle del Jequitinhonha e il nord degli stati di Minas Gerais e Espírito Santo fino al "sertão" di Bahia, Sergipe, Alagoas, Pernambuco, Paraíba, Rio Grande do Norte, Ceará, Piauí e la zona est del Maranhão. In questa regione vivono circa 24.000.000 di persone.
4. La Pastoral da Criança (Pastorale dell'infanzia) è un organismo della chiesa cattolica nato nel 1983, il cui obbiettivo è quello di assistere i bambini carenti di età compresa tra 0-6 anni; è un'organizzazione comunitaria che si avvale di 250.000 volontari sparsi su tutto il territorio nazionale.
5. Il movimento dei Trabalhadores Rurais Sem Terra (MST) - Movimento dei lavoratori agricoli senza terra - è l'ultimo di una lunga tradizione di movimenti di base contadini nati tra la popolazione rurale brasiliana. Fondato nel 1985 da un gruppo appartenente alla chiesa cattolica nello stato di Rio Grande do Sul, l'MST negli ultimi anni si è imposto sulla scena sociale brasiliana raccogliendo grossi consensi popolari grazie alle sue lotte, in favore della riforma agraria, condotte in modo da attirare l'attenzione dei mass media, e alla occupazione dei terreni agricoli inutilizzati suo obiettivo principale.

