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Zambia

Mulishani Zambia! Piacere di conoscerti, Zambia!

Impressioni sulla strada da Lusaka a Ndola.
Angela si prepara a vivere un anno da casco bianco nella città di Ndola: la curiosità, le osservazioni e le emozioni di chi si addormenta per la prima volta sotto il cielo del Copperbelt.
Angela Tiraferri (Casco BIanco a Ndola, Zambia)
Fonte: Caschi Bianchi Apg 23 - 02 dicembre 2005

Lo Zambia è uno stato democratico nel cuore dell'Africa meridionale, abitato da circa dieci milioni di abitanti. Fino al 1964 colonia inglese, dopo l'indipendenza è stato a lungo governato dal presidente Kaunda, che ha lasciato la guida del Paese nel 2001. La lingua ufficiale è l'inglese, ma accanto ad esso convivono numerosi idiomi locali, parlati dalle tribù autoctone.
La zona in passato più ricca dello Zambia si trova ai confini con la Repubblica Democratica del Congo ed è chiamata Copperbelt, ovvero "cintura del rame", perché ricca di giacimenti di questo minerale. La lingua del Copperbelt è il Bemba, dal nome dell'omonima popolazione.
Ndola è una delle principali città del Copperbelt: dopo la chiusura di molte miniere in esaurimento, in seguito agli errori di politica economica di Kaunda, alle riforme imposte dal Fondo Monetario internazionale e alla corruzione dilagante, la città si è progressivamente impoverita e la disoccupazione è in forte crescita. E' in questa città che l'associazione APG23 ha fondato la sua prima missione, nel 1985.
Gli aerei che raggiungono lo stato dall'estero atterrano nell'aeroporto della capitale, Lusaka. Da qui, per raggiungere le altre principali città si possono prendere voli interni o, in assenza di mezzi propri, utilizzare gli autobus di linea.

La cosa che più impressiona atterrando a Lusaka, e poi lungo il tragitto per Ndola sono le persone: persone che camminano lungo la strada, persone che vanno e vengono in bicicletta, persone che lavorano nei campi, o vendono sul ciglio ogni tipo di beni: frutta, ortaggi, utensili per la casa, persino poltrone di velluto in stile salotto-inglese. Le persone vivono all'aperto, e la gran parte sono giovani e bambini. Questo spettacolo così colorato e dinamico nasconde in realtà alcuni dei principali problemi economici e sociali dello Zambia: in seguito alla chiusura delle miniere del rame molti giovani non hanno più un lavoro sicuro, o perlomeno un'occupazione stabile che garantisca loro una vita dignitosa e un futuro. Questo li costringe ad arrangiarsi all'interno del mercato informale, che coinvolge gran parte delle piccole attività produttive e commerciali, o a entrare nel giro della delinquenza.

Un'altra cosa che colpisce all'arrivo in Zambia sono le insegne dei negozi e le pubblicità di prodotti commerciali: la maggior parte sono scritte a mano, grandi murales coloratissimi che raffigurano le marche occidentali, copiando fedelmente lo stampo originale: Colgate, Parmalat, BIC sono i logo più diffusi, ma osservando attentamente si possono scovare tutte le principali brands del cosiddetto "primo mondo". Seppur in modo artigianale e artistico, l'occidente e i suoi tesori continuano a colonizzare l'Africa e i suoi muri.
Accanto alle marche occidentali, I murales pubblicitari presentano però anche prodotti locali più o meno insoliti, come la birra "Mosi", la compagnia di telefonia mobile "celtel", o il cemento fabbricato nelle miniere locali, con tanto di operaio tutto muscoli e sorriso che sostiene ammiccando un sacco di cemento da 50 kg.

All'arrivo a Ndola sembra di imbattersi in una piccola cittadina rurale, con un centro poco curato e grandi spazi agricoli attorno alle vie principali. In realtà la città conta 300 mila abitanti, la gran parte dei quali ammassati nei compound (baraccopoli) attorno al minuscolo centro cittadino. Le zone più ricche sono abitate soprattutto da occidentali, indiani e cinesi, o dall'alta borghesia zambiana che si può permettere grandi ville con giardino e piscina. Nei compound invece risiedono gli zambiani: alcuni compound presentano condizioni decenti, perchè di proprietà del comune e quindi parzialmente gestiti dall'amministrazione pubblica, altri appaiono come veri e propri gironi dell'inferno.
Ad ogni angolo della città ci sono scuole private di ispirazione religiosa, la maggior parte cristiane. Accanto ad esse c'è la scuola governativa, purtroppo non completamente gratuita: tenendo conto che le famiglie sono molto numerose, la gran parte dei genitori non può permettersi di mandare a scuola tutti i figli. Anche se non ci sono stime a riguardo, si pensa che almeno metà dei bambini in età scolare non riesca ad andare a scuola, ed è quindi destinata a rimanere analfabeta.

A Ndola i problemi economici e sociali sono tanti e saltano subito all'occhio: tuttavia, nonostante la gran parte dei cittadini viva nella miseria e nel degrado, la gente mostra un carattere vivace e cordiale, sorride e saluta per strada, non perde la voglia di ballare e pregare. Questo è in fondo il lato dello Zambia che più colpisce e commuove, e resta nel cuore quando, ormai arrivati a destinazione, ci si addormenta per la prima volta sotto i cieli del Copperbelt.

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