I fuoricasta si convertono per ottenere la libertą
Da The Times, 13.10.2006, di Ashling O'Connor.
Si stima che circa 100.000 indł fuoricasta parteciperanno domani nell'India centrale ad una cerimonia di conversione di massa per essere liberati dalle ingiustizie sociali del sistema castale e per protestare contro i limiti alla libertą religiosa.
La manifestazione si terrą a Nagpur e segnerą anche il 50° anniversario della conversione al buddismo di Bhirimao Ramji Ambedkar, studioso e costituzionalista, celebre per la sua lotta a sostegno dei diritti degli "intoccabili" dell'India - conosciuti come Dalit.
Secondo le stime, in India vivrebbero 180 milioni di Dalit e 70 milioni di persone appartenenti a popoli tribali. Tradizionalmente obbligati a svolgere i lavori pił umili, degradanti e pericolosi, i Dalit occupano la posizione inferiore nel sistema castale, all'estremitą opposta dello spettro sociale rispetto ai Bramini, che costituiscono meno del 5% della popolazione.
Ambedkar, buddista promotore del risveglio religioso, ha rifiutato pubblicamente le sacre scritture dell'induismo prima di convertire circa 380.000 suoi sostenitori. La cerimonia di domani, guidata da Udit Raj, Presidente dell'India Justice Party, e alla quale sono attese star di Hollywood, fa parte di un'ondata di conversioni al buddismo verificatasi in India nel corso di questo mese. Sono previsti eventi anche a Dehli, nel Tamil Nadu, nel Rajasthan e nel Punjab, in cui ci si attende che milioni di persone abbraccino una nuova religione.
La conversione di massa nella pił grande cittą dell'India centrale avviene in un momento politicamente sensibile, dato che i gruppi religiosi minoritari temono che gli estremisti indł stiano diventando sempre pił ostili nei loro confronti. Il governo del Bharatiya Janata Party (BJP) nello stato occidentale del Gujarat ha provocato forti proteste il mese scorso, in seguito all'approvazione di un emendamento alla legge anti-conversione in base al quale il buddismo e il giainismo sarebbero identificati come ramificazioni della religione indł, negando loro lo status di vere e proprie religioni.
In altri 5 stati guidati dal BJP, incluso il Rajasthan, l'Orissa e il Madhya Pradesh, sono state introdotte o rafforzate leggi anti-conversione, che i leader locali sostengono abbiano lo scopo di proteggere gli indł appartenenti alle caste inferiori, spesso illetterati, dalle pressioni esercitate per convertirli. I critici ritengono invece che le leggi siano pensate principalmente per mantenerli all'interno del sistema castale. I leader religiosi sospettati di convertire con la forza gli indł, particolarmente donne e bambini, o di convertire senza un permesso governativo, rischiano pene pesanti, inclusa la prigione.
I nazionalisti dell'ala destra hanno accusato i missionari cristiani di offrire vantaggi materiali ai poveri appartenenti alle popolazioni tribali che decidono di convertirsi. I leader dei 26 milioni di cristiani che vivono in India respingono le accuse.
I politici dell'opposizione sostengono che il BJP stia tentando di polarizzare gli elettori lungo linee religiose nel tentativo di puntellare il suo supporto politico. "La legislazione anti-conversione č sfacciatamente incostituzionale e contro il diritto internazionale vigente" dice David Griffiths, un funzionario addetto all'advocacy per il Christian Solidarity Worldwide, un gruppo che si occupa di diritti umani. "Impone restrizioni sulle conversioni, che dovrebbero invece essere libere. C'č apparentemente un'agenda per mantenere i Dalit e le popolazione tribali oppressi all'interno del sistema castale".
I Dalit che ottengono l'accesso al sistema educativo sono poi ostacolati dalla discriminazione. Una recente indagine condotta in 565 villaggi di 11 stati ha rivelato che nel 38% delle scuole governative i bambini Dalit venivano segregati durante i pasti. Nel 20% delle scuole non era consentito loro bere acqua dalla stessa fonte dei loro compagni di classe.
Secondo il censimento del 2001, ci sono 7.95 milioni di buddisti in India, ma la cifra reale sembra essere pił alta, dato che le persone tendono a nascondere la propria religione.
Joseph D'Souza, il presidente della Dalit Freedom Network, che sta co-sponsorizzando la conversione di massa di domani, ha descritto il sistema castale come una moderna schiavitł. Ha detto: "Crediamo che questa manifestazione pacifica sarą l'inizio di un movimento su scala nazionale per promuovere i pił elementari diritti umani - la libertą di coscienza e la possibilitą di scegliere la propria religione".

