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Bolivia

Unità o autonomia?

La storica elezione di Evo Morales in Bolivia e l’elezione dell’Assemblea Costituente hanno fomentato un grosso dibattito nel Paese, e forti spinte verso l’autonomia da parte di alcuni stati che si oppongono ai cambiamenti previsti dalla nuova costituzione. È un momento di passaggio molto delicato.
Sandro Bordignon, Nicola Marcato, Susanna Saleri, (Caschi Bianchi a La Paz, Bolivia)
Fonte: Caschi Bianchi Apg23 - 06 agosto 2008

La Bolivia sta vivendo un passaggio politico-costituzionale molto delicato.
Nel 2005 il risultato delle elezioni presidenziali ha segnato una profonda rottura con il passato, permettendo a Juan Evo Morales Ayma, primo presidente di origine indigena, di insediarsi nel “Palacio Quemado”.
Un’elezione storica con il 54% di voti validi in suo favore. Storica in quanto per la prima volta un presidente indigeno é stato scelto in un paese a maggioranza indigena, dove sempre si era preferito un governo con presidente di origine bianca o “criolla”.
Il mandato di governo è cominciato con differenti ostacoli dovuti alla scelta di riformare la costituzione e approfondire un processo di autonomia nel paese.
Questi due elementi diventeranno sempre più antagonisti: il primo appoggiato dalla popolazione più povera, mentre il secondo a coloro che si sono appropriati del potere.
La Paz, Bolivia. Foto scattata durante la Manifestazione contro le autonomie. Foto di Nicola Marcato, 2008.
Fin dal principio il governo ha appoggiato il processo di riforma permettendo l’elezione dell’Assemblea Costituente, nella quale il MAS (Movimiento al Socialismo), partito di governo, ha ottenuto il 50%, non sufficiente per raggiungere la maggioranza assoluta che gli avrebbe permesso una facile elaborazione della nuova costituzione.
Contemporaneamente al voto per la Costituente, nei 9 dipartimenti del Paese, il governo ha realizzato un referendum in cui il SI’ all’autonomia ha ottenuto la maggioranza nei dipartimenti di Beni, Pando, Santa Cruz e Tarija. Con il cambiamento che il governo del Presidente Morales sta portando avanti attraverso la nazionalizzazione degli idrocarburi, la legge sulla ridistribuzione della terra e le riforme nel campo sociale, la politica di queste quattro regioni (industrialmente più sviluppate e dove la ricchezza è concentrata in mano a poche persone e multinazionali) si è data come obiettivo quello di ottenere da un lato l’approvazione dei propri Statuti Autonomi, e dall’altro di ostacolare la Nuova Costituzione. Si è generata così una profonda divisione politica che contrappone chi appoggia la Nuova Costituzione a chi ad essa si oppone e pretende l’autonomia del proprio Dipartimento dal Governo Centrale.

I cambiamenti contenuti nella nuova Carta Costituzionale si possono riassumere nei seguenti punti:

• creare un paese che riconosca e valorizzi le culture e i popoli nativi;
• stabilire il recupero e la redistribuzione della terra;
• recuperare le risorse naturali che sono state privatizzate durante il governo precedente;
• cercare il consenso sul tema dell’autonomia dipartimentale e dei popoli originari;
• approfondire e ampliare i diritti basilari della popolazione;
• garantire la sicurezza alimentare nel territorio;

Gli Statuti Autonomi chiedono invece di:

• attribuire al Governo Dipartimentale autonomo la competenza sulla potestà legislativa, regolamentare e la condizione esecutiva su di esse. Si avrà quindi un Potere Esecutivo, un Potere Legislativo e un Potere Giudiziale che saranno normati, regolamentati ed eletti secondo le condizioni esclusivamente determinate dal Governo Dipartimentale,
• gestire autonomamente la terra, quindi creare un ordinamento territoriale in concorrenza con i Governi Municipali Autonomi;
• controllare associazioni, cooperative e ONG.
• stabilire un regime elettorale dipartimentale, il controllo sulle imposte, sulle opere pubbliche e dipartimentali;
• controllare la gestione dell’educazione;
• controllare il trasporto terrestre e altri mezzi di trasporto.

Questo processo autonomista vuole quindi imporsi sul progetto della Nuova Costituzione approvata a Oruro il 15 dicembre del 2007. In contrapposizione a La Paz, Bolivia. Il Presidente Evo Morales. Foto di Nicola Marcato, 2008. quest’ultima, infatti, le regioni nominate precedentemente hanno cominciato a redarre i propri Statuti Autonomi e successivamente hanno convocato il referendum di approvazione degli stessi. Su alcuni punti presentano delle variazioni da regione a regione, ma in generale hanno la pretesa di porsi sullo stesso livello della Costituzione Politica dello Stato, togliendo in questo modo la competenza al Governo Centrale su materie strategiche per la governabilità e lo sviluppo del Paese.
Questa contrapposizione avrà due conseguenze che segneranno e mostreranno la profonda divisione della popolazione in riferimento al tema. Bolivia. Simbolo della Costituente, da http://www.laconstituyente.org
Da una parte infatti il Prefetto di Santa Cruz ha fatto convocare, il 4 maggio di quest’anno, il primo referendum di approvazione dello Statuto Autonomo del dipartimento stesso, che attualmente è la regione che più spinge verso l’autonomia. Successivamente verranno convocati i referendum nei dipartimenti del Beni e Pando. Nessuna di queste consultazioni popolari è stata legalmente autorizzata. Con la complicità delle Corti Elettorali Dipartimentali e dei mezzi di comunicazione privati, i risultati dei referendum sono stati pubblicizzati come una vittoria per i movimenti pro-autonomia senza considerare dati importanti come l’astensionismo, le irregolarità accertate e gli scontri verificatisi durante le votazioni.
Data l’illegalità della convocazione il Governo centrale disconosce tutti i risultati referendari.
Dall’altra parte le organizzazioni sociali, stanche delle provocazioni delle regioni autonomiste, hanno deciso di prendere l’iniziativa facendo pressione sul Potere Legislativo chiedendo la convocazione del Referendum per l’approvazione della Nuova Costituzione. Questa consultazione popolare include indirettamente anche la conferma dell’attuale Presidente e dei Prefetti. Questo scenario politico crea un nuovo clima nel paese, che dovrà decidere se accettare o respingere il processo di cambiamento che impegna il governo e i dipartimenti.

Note:

Fonti Ufficiali per la stesura dell'articolo:
1 Nuova Costituzione http://www.bolivia.gov.bo
2 http://www.somossur.net

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