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Brasile

Libertą č partecipazione

Attraverso una forma di partecipazione diretta, i cittadini discutono e deliberano gli investimenti del municipio, sperimentando un metodo democratico di gestione dei fondi municipali.
Letizia Bartocci (Casco Bianco a Joćo Pessoa, Brasile)
Fonte: Caschi Bianchi Apg 23 - 19 maggio 2006

"La libertį č partecipazione" cantava Giorgio Gaber e questo i brasiliani lo sanno bene. Lo sanno da molto tempo. Lo sanno, senza forse conoscere la canzone del cantautore milanese, sin dalla prima esperienza di Orēamento Participativo (Bilancio Partecipativo) attuato a Porto Alegre. Nel 1989, fedeli allo slogan "Il coraggio di cambiare", i cittadini della capitale del Rio Grande do Sul, guidati da um'amministrazione comunale petista(1) fresca di vittoria elettorale, innescano un metodo democratico di gestione dei fondi municipali, invertendo profondamente quelle che fino ad allora erano state le politiche tecnocratiche nell'impiego delle spese pubbliche. Č attraverso il Bilancio Partecipativo che la popolazione, in forma organizzata, discute e delibera gli investimenti del municipio. Se a questo processo si aggiunge, come nel caso brasiliano, democrazia partecipativa come pratica e democrazia diretta come e/vocazione, si arriva ad una forma superiore di gestione della res publica, caratterizzata da un protagonismo popolare che si fa depositario di una sovranitį non ancora completamente affermata ma assolutamente necessaria. Paradossalmente infatti, nel contesto brasiliano, si assiste ad un fenomeno (a dir il vero non del tutto inedito), per cui la democrazia in quanto tale, č la forma piś semplice e piś difficile di tutte le rivendicazioni: contraddetta, abusata, mutilata, imposta, a volte supposta.

Queste le premesse sulle quali si č sviluppato il dibattito sul Bilancio Partecipativo al II Forum Sociale Brasiliano svoltosi a Recife dal 20 al 23 Aprile scorso. Numerosi gli incontri all'interno dell'area di dialogo Democratizar o Estado: por uma nova institucionalidade; molte le organizzazioni intervenute per riportare la loro esperienza; centinaia i cittadini che si sono confrontati, hanno dato il loro contributo, hanno avanzato proposte o semplicemente hanno partecipato agli incontri. "Le basi di una cosķ ampia partecipazione popolare, non solo sono rivendicate dall'articolo 21 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo(2), - afferma il Prof. Barros dell'Universitį del Cearį durante l'incontro Forum Cidade: uma experiencia em partecipaēćo popular - ma sono marcate dai risultati positivi che 17 anni di Orēamento Participativo hanno garantito ai cittadini brasiliani. Giusto per dare alcuni dati - continua- nel municipio di Porto Alegre, da un misero 46% della popolazione che nel 1989 era servito da un sistema di rete idrica e fogniaria, nel 2003 oltre l'83% di essa aveva accesso a tale servizio. Gli investimenti per nuove abitazioni sono aumentate dall'89 al 2002 del 335%. Nel 1988 i centri pubblici per l'assistenza sanitaria erano 13, oggi 164. Infine, mentre nel 1989 le scuole statali che potevano garantire il primo grado di studi erano solo 29, oggi se ne contano 92."
Ma ció che emerge chiaramente durante l'esposizione dei diversi relatori intervenuti per arricchire il dibattito, č che i risultati del Bilancio non possono essere valutati solo mediante numeri e percentuali. Ció che č unanimamente riconosciuta come la vittoria del meccanismo partecipativo č il cambiamento: da una cultura di conflitto, ad una basata sul confronto, sulla negoziazione, sulla collaborazione.

Altro elemento discusso durante i lavori del Forum in merito al ciclo vitale del Bilancio Partecipativo nel contesto brasiliano, č la continuitį. Il meccanismo partecipativo infatti, č stato per anni considerato esclusivamente espressione ideologica della corrente petista. Alla luce delle imminenti elezioni governative, che vedrebbero il Partito dos Trabalhadores perdere terreno in diverse aree del paese, ció che risulta urgente č dare delle garanzie di sostenibilitį ad un processo che, seppur rafforzato da anni di sperimentazione, consensi internazionali e risultati positivi, necessita ancora di tempo per raggiungere una completa e fisiologica autonomia. Per questo diverse entitį ed organizzazioni, primo fra tutti l'Instituto Paulo Freire (IPF)(3), si sono giį attivate a livello locale con diverse proposte di in/formazione al Bilancio. Rivolte non solo ai municipi e ai consigli addetti all'Orēamento, ma a tutti i cittadini che sentano il bisogno o la semplice curiositį di avere maggiori delucidazioni o conferme dal processo partecipativo, tali attivitį offrono educazione al Bilancio, arricchiscono il dibattito, accompagnano l'esecuzione dei lavori a livello locale, rileggono la realtį brasiliana, promuovono la partecipazione popolare, rivendicano per ogni individuo la libera espressione delle proprie scelte ed azioni.
Il II Forum Sociale Brasiliano di Recife ha rappresentato un importante momento di riflessione del Bilancio e delle pratiche partecipative del popolo brasiliano. Ora importante sarį intraprendere percorsi che non siano solo delle facili scorciatoie a tutte quelle risposte che il cittadino si attende e che non lascino immutate le contraddizioni di fondo di questo paese/continente. "Occorre rileggere il Bilancio Partecipativo ed i meccanismi che ne permettono la realizzazione" č il monito che chiude l'incontro Formaēćo ao Orēamento Participativo promosso dall'IPF. Per il futuro sarį quindi vitale concepire tale processo come il primo mattone di una costruzione ben piś ampia, che teorizzi e sperimenti forme di democrazia partecipativa a diversi livelli, che sappia coinvolgere su ciascun ordine di problemi tutte le fasce sociali e che costruisca le forme per rendere effettiva, sostenibile e continuativa la partecipazione popolare.

Note:

1. Da PT - Partito dos Trabalhadores
2. Dall'art. 21 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, adottata dall'Assemblea Generale delle Nazionio Unite il 10 Dicembre 1948: 1. Ogni individuo ha diritto di partecipare al governo del proprio Paese, sia direttamente, sia attraverso rappresentanti liberamente scelti. 2. Ogni individuo ha diritto di accedere in condizioni di eguaglianza ai pubblici impieghi del proprio Paese. 3. La volontą popolare č il fondamento dell'autoritą del governo; tale volontą deve essere espressa attraverso periodiche e veritiere elezioni, effettuate a suffragio universale ed eguale, ed a voto segreto, o secondo una procedura equivalente di libera votazione.
3. L'Instituto Paulo Freire (IPF), č un'associazione civile senza fini di lucro, creata dalla stesso pedagogista nel 1991. L'IPF si costituisce all'interno di una rete internazionale di persone ed istituzioni distribuite in 24 paesi. Gli obiettivi dell'istituto sono per lo piś formativi, di studio, ricerca, realizzazione corsi e organizzazione progetti rivolti a coloro che lo stesso fondatore definisce: os condenados da terra (i condannati della terra). Per ulteriori informazioni: http://www.paulofreire.org

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