BURUNDI - Bujumbura - CARITAS ITALIANA
1. SEDE DI REALIZZAZIONE DEL PROGETTO:
Il casco bianco è in servizio presso il centro Jeunes Kamenge di Bujumbura.
2. NOTIZIE GENERALI DEL PAESE DOVE SI REALIZZA IL PROGETTO:
localizzazione: Africa centrale
superficie: 27.823 km²
confini: RD Congo, Rwanda, Tanzania
forma di governo: Repubblica
capitale: Bujumbura
divisione amministrativa: 17 province
abitanti: 8.090.000 (stime 2006)
gruppi etnici: hutu (bantu) 85%, tutsi (hamitici) 14%, twa (pigmei) 1%, europei 3,000, asiatici 2,000
lingue principali: kirundi (ufficiale), francese (ufficiale), swahili
religione: cristiani 67 % (cattolici 62%), credenze locali 23%, mussulmani 10%
unità monetaria: franco burundese
indice di mortalità infantile: 63.13 morti/1,000 nati vivi
diffusione hiv/aids: 6% (stima 2003)
aspettativa di vita media: 50.81 anni
tasso d'istruzione: 51.6%
indice di sviluppo umano: 169 (su 177)
PIL pro capite: 730 USD(stima 2005)
composizione PIL in %: agricoltura: 46.3%; industria: 20.3%; servizi: 33.4% (stima 2005)
debito estero: 1,2 miliardi USD (2003)
3. DESCRIZIONE DEL CONTESTO TERRITORIALE:
Con oltre 240 mila abitanti, Bujumbura, per la sua posizione di confine con la Repubblica Democratica del Congo, presenta oltre il 10% di cittadini congolesi e una minoranza tanzaniana e senegalese; sotto l'1% la popolazione europea, in gran parte impiegata in organismi internazionali o in istituti religiosi.
Bujumbura soffre di una intensa urbanizzazione conseguente al richiamo dalle campagna (spesso insicure e poco redditizie). Questi flussi di popolazione si concentrano principalmente nel quartieri nord della capitale dove i costi per l'affitto di una casa sono meno elevati.
Collocata vicino al lago Tanganyika, Bujumbura presenta un clima caldo, costante tutto l'anno, mitigato tuttavia dalla presenza del lago.
Nella città si concentrano le sedi delle organizzazioni umanitarie internazionali e delle agenzie delle Nazioni Unite. Una minoranza della popolazione è impiegata nel pubblico impiego (ministeri e apparati governativi). La maggior parte delle attività produttive private hanno sofferto fortemente la crisi militare e politica; nella capitale vengono giocati i ruoli di commercializzazione con l'estero delle produzioni di caffè e tè.
4. DESCRIZIONE DEL CONTESTO SETTORIALE:
A seguire i principali settori di bisogno su cui il progetto interviene:
1) pace e riconciliazione: il Burundi è da decenni colpito dalla lotta tra le etnie tutsi e hutu; parte dell'ultimo conflitto armato è giustificato dalla rivalità tra le due etnie. I giovani che vivono nei quartieri popolari di Bujumbura, di cui la maggioranza proviene da famiglie povere, hanno vissuto le fasi della guerra, o prendendone parte attiva o perché hanno vissuto lutti conseguenti al conflitto.
2) ambito educativo: spesso i giovani sono impossibilitati a frequentare le strutture scolastiche pubbliche. La percentuale delle bocciature e della dispersione scolastica è molto alta; di conseguenza si assiste alla crescita del numero di studenti nei primi anni della scuola, mentre il raggiungimento del diploma è riservato ad una bassa percentuale di persone e l'accesso all'università è riservato ad una ristrettissima élite.
3) lotta all'aids: la diffusione della malattia (che per la popolazione adulta urbana, raggiunge anche il 30% di prevalenza) è spesso legata alla scarsa o nulla conoscenza da parte dei giovani delle modalità di diffusione del virus e dall'incapacità di riuscire a costruire una progettualità di vita nel contesto di povertà e disoccupazione in cui si vive. l'azione a favore della sensibilizzazione per la lotta all'aids rappresenta una priorità sociale
OBIETTIVI GENERALI E SPECIFICI DEL PROGETTO:
Obiettivo generale del progetto è aumentare nei giovani di Bujumbura lo spirito di convivenza civile, il rispetto delle differenze, il livello di educazione, formazione e di conoscenza, grazie ad un'azione di promozione e partecipazione, messa in atto anche con il coinvolgimento dei volontari in servizio civile.
Nello specifico:
· inserimento dei volontari in SC nelle attività miranti a favorire e sostenere strategie di convivenza civile tra le diverse etnie e religioni;
· dare alla popolazione dei quartieri nord, anche grazie all'inserimento dei volontari in SC, più possibilità di apprendere le nozioni scolastiche per facilitare la vita famigliare, relazionale e professionale e favorire la riflessione sui temi d'interesse quotidiano della popolazione;
· lottare contro la diffusione dell'AIDS in Burundi e particolarmente nei quartieri nord della capitale lavorando con le scuole, le differenti comunità religiose e la popolazione;
· stimolare gli attori locali al fine di favorire maggiormente la sensibilizzazione sul problema AIDS.
5. DESCRIZIONE DEL RUOLO DEL VOLONTARIO NEL PROGETTO:
I volontari del SCV si pongono a integrazione (e non a sostituzione) del personale che già opera e con cui, anzi, svolge un'esperienza di lavoro altamente formativa, attraverso il trasferimento di conoscenze teoriche (il sapere) e di modalità intervento pratico (il sapere fare) nelle molteplici situazioni che di volta in volta si debbono affrontare.
Nello specifico delle attività il volontario si occuperà darà un contributo personale alla preparazione dei contenuti e alla realizzazione di attività formative (anche con insegnamento diretto da valutare rispetto alle competenze del volontario) e ricreative nel centro:
- attività formative alla pace ed alla cittadinanza con corsi sui diritti dell'uomo ed i diritti fondamentali, giornate di riflessione tematiche, incontri di scambio e dibattito sulla pace, le elezioni, seminari sulla non violenza, veglie di preghiera
- attività culturali: corsi di arti plastiche, scrittura creativa, chitarra, pianoforte, batteria, disegno artistico;
- concorsi di corale, danza moderna e tradizionale, disegno, canzoni di pace, poesie su temi legati all'attualità
- proiezione di film
- gruppi di teatro spettacoli da realizzare nel centro ma anche nei quartieri nord ed in altre zone di bujumbura
- gruppi musicali che tengono concerti nel centro ma anche al di fuori
- spettacolo di fine anno che coinvolga tutti i gruppi di artisti
- corsi di lingua (inglese, francese, italiano, spagnolo, tedesco e swahili
- corsi di elettricità, matematica, fisica e chimica
- corsi sportivi: arbitro di basket e calcio, palestra, ping-pong, rugby, tennis, pallavolo, calcio
- tornei di ping-pong, rugby, tennis, pallavolo, calcio
- corsi di informatica, contabilità, taglio e cucito, parrucchiere, dattilografia, economia, giornalismo, codice della strada, igiene, sanità e pronto soccorso
- preparazione di materiale informativo sull'aids
- organizzazione di corsi di sull'HIV/AIDS
- organizzazione di corsi nelle scuole del quartieri nord e creazione di club stop aids nelle scuole secondarie
- organizzazione di corsi in favore dei giovani di associazioni e parrocchie dei quartieri nord
Al volontario sarà inoltre richiesta un'attività di sensibilizzazione:
- incontri testimonianza con scuole, gruppi giovanili, comunità, altri volontari SC in Italia;
- realizzazione di materiale promozionali di sensibilizzazione: mostre fotografiche, video, racconti;
- produzione di materiale per la rivista di Caritas Italiana ItaliaCaritas, per le riviste diocesane e per il siti web di caritas italiana e delle caritas diocesane;
- partecipazione ad eventi nazionali di promozione e sensibilizzazione del servizio civile.
6. PARTICOLARI CONDIZIONI DI DISAGIO PER I VOLONTARI CONNESSE ALLA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO:
I due volontari alloggeranno e lavoreranno presso i locali del Centre Jeunes Kamenge insieme ai missionari saveriani e ad operatori locali. Seguiranno i ritmi di vita del centro anche per ciò che riguarda i pasti, consumati in comunità con i missionari ed i volontari espatriati periodicamente presenti nella struttura. Attualmente, anche se Bujumbura si può considerare generalmente pacificata, si verificano alcuni occasionali atti violenti nei quartieri nord della città oltre alla delinquenza urbana, diffusa soprattutto nelle ore notturne. Come in altri contesti africani possibili repentini cambiamenti della situazione sono sempre da tenere in dovuta considerazione. Il Centro Kamenge, situato nei quartieri nord della città, è ben conosciuto e generalmente apprezzato dalla popolazione locale. E' circondato da un muro per tutto il suo perimetro, vi sono norme di sicurezza molto rigide che prevedono il controllo degli ingressi, possibili solamente nelle ore diurne, e la presenza di guardie armate 24 ore su 24. Ai volontari è richiesto di non uscire dal centro da soli ma sempre accompagnati dallo staff locale che prima si accerta delle condizioni di sicurezza dei luoghi dove si devono recare e comunque non nelle ore serali e notturne.
7. EVENTUALI REQUISITI RICHIESTI AI CANDITATI PER LA PARTECIPAZIONE AL PROGETTO:
§ capacità di entrare in relazione con il personale della controparte locale;
§ spirito di adattamento, elasticità e curiosità;
§ alto spirito di servizio e disponibilità ad assumere uno stile di vita sobrio, responsabile e rispettoso delle dinamiche comunitarie;
§ competenze di base in educazione alla pace e approcci partecipativi alla cooperazione allo sviluppo;
§ conoscenza ed esperienza in ambito ecclesiale ed in modo particolare nella caritas a livello diocesano e/o parrocchiale;
§ utilizzo di software e applicativi in ambito di videoscrittura, database, internet e posta elettronica;
§ conoscenza della lingua francese;
§ disponibilità alla vita comunitaria;
§ (preferibile) formazione nei settori della cooperazione allo sviluppo, scienze della formazione, tecniche di animazione giovanile, sociologia o esperienze professionali o di volontariato in questi ambiti.
DOVE INVIARE LA CANDIDATURA
Caritas Italiana
via Aurelia, 796 00165 - ROMA
Tel. 06.66177267 (Ufficio servizio civile)

