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TITOLO DEL PROGETTO: CASCHI BIANCHI IN AFRICA 2008-CARITAS NAZIONALE “COSTRUIRE UNA CITTADINANZA ATTIVA IN SIERRA LEONE, BURUNDI E GIBUTI”

SIERRA LEONE - Makeni - CARITAS ITALIANA

VOLONTARI RICHIESTI: N° 2

1. SEDE DI REALIZZAZIONE DEL PROGETTO:
Il casco bianco è in servizio presso la Diocesi di Makeni, nello specifico all’interno della Commissione per la Giustizia, la Pace e i Diritti Umani (in seguito CGPDU), organizzazione istituita con l’appoggio della Caritas Italiana, il Fatima Institute e la Radio Diocesana.

2. NOTIZIE GENERALI DEL PAESE DOVE SI REALIZZA IL PROGETTO:
Localizzazione: Africa Occidentale
Superficie: 71.740 km²
Confini: Guinea, Liberia, Oceano Atlantico
Forma di governo: democrazia costituzionale
Capitale: Freetown
Divisione amministrativa: 3 province
Abitanti: 6.005.250 (stime 2006)
Gruppi etnici: temne (30%), mende (30%), creoli (10%), altri 30%, rifugiati liberiani, presenze limitate di europei, libanesi, pakistani e indiani
Lingue principali: inglese (ufficiale), mende, temne
Religione: mussulmani 60%, credenze locali 30%, cristiani 10 %
Unità monetaria: scellino sierraleonese
Indice di mortalità infantile:160.39 morti/1,000 nati vivi
Diffusione HIV/AIDS: 7% (stima 2003)
Aspettativa di vita media:40.22 anni
Tasso d'istruzione: 29.6%
Indice di sviluppo umano: 176 (su 177)
PIL pro capite: 800 USD(stima 2005)
Composizione PIL in %: agricoltura: 49% ; industria: 31% ; servizi: 21% (stima 2005)
Debito estero: 1,61 miliardi USD (2003)

3. DESCRIZIONE DEL CONTESTO TERRITORIALE:
Il Progetto si realizza nella Regione del Nord della Sierra Leone che comprende 5 distretti amministrativi; il capoluogo è la città di Makeni, sede della Diocesi, della Commissione Giustizia e pace, del Fatima Institute, della Radio Diocesana e residenza dei volontari in servizio civile. In termini di superficie i 5 distretti rappresentano la metà del Paese.
Il Progetto coinvolge direttamente 53 comunità e mira alla costruzione di una cittadinanza attiva che possa realmente incidere a livello locale favorendo il monitoraggio delle politiche a tutela dei diritti dei più deboli, incrementando la trasparenza e l’efficacia delle istituzioni governative.

4. DESCRIZIONE DEL CONTESTO SETTORIALE:
Il conflitto che ha insanguinato la Sierra Leone ha compromesso qualsiasi dinamica democratica e qualsiasi possibilità di partecipazione della Società Civile alla vita politica.
L’area prioritaria d’intervento dunque è quello del rafforzamento delle capacità e del consolidamento del processo di ripresa sociale e politica della regione nord del paese, attraverso un lavoro simultaneo con le autorità locali e le comunità di base. Il rafforzamento delle capacità, secondo la strategia sviluppata, avviene sui temi del buon governo, del rispetto della legalità, della partecipazione alla gestione del bene comune, della promozione della donna, del rispetto dei diritti personali, delle libertà d’espressione.
nello specifico il progetto si propone di lavorare in due ambiti specifici: la mancanza di formazione delle autorità politiche locali e la mancanza di formazione, massa critica e partecipazione delle comunità di base nell’esercizio dei diritti di cittadinanza, attraverso:
1) la commissione per la giustizia, la pace e i diritti umani (Cgpdu): parte attiva della società civile sierraleonese, è coinvolta nella progettazione e nell’implementazione di progetti volti a promuovere la pace, la giustizia sociale, la denuncia delle violazioni dei diritti fondamentali delle persone, l’aumento della partecipazione della società civile nelle politiche pubbliche.
2) il Fatima Institute: creato dalla diocesi di Makeni nel 2004, si focalizza principalmente sul tema delle scienze sociali ed è abilitato a rilasciare un diploma alla fine del biennio di studio (che prevede una parte teorica ed una parte di analisi sociale sul terreno). L’istituto rappresenta l’unica possibilità di formazione superiore nel nord del paese ed ha l’unica biblioteca di Makeni.
3) La radio diocesana: creata nel 2003, raggiunge più della metà del paese in maniera capillare. Offre un servizio di formazione spirituale, di informazioni locali, di educazione alla pace, diritti umani, per molte ore al giorno. Molte sessioni di formazione preparate dalla CGPDU per le comunità di base dei villaggi, vengono poi replicate per radio in modo da ampliare il numero dei beneficiari mantenendo i costi di formazione ridotti.

5. OBIETTIVI GENERALI E SPECIFICI DEL PROGETTO:
Obiettivo generale del progetto è creare, anche grazie all’inserimento di giovani volontari, un ambiente d’informazione e partecipazione tra la società civile e le autorità locali per il miglioramento delle condizioni di vita e della tutela dei diritti delle fasce deboli, in particolare giovani e donne.
Nello specifico:
1) mancanza di formazione delle autorità politiche locali.
Rafforzamento delle capacità degli amministratori locali affinché possano favorire il miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini.
2) mancanza di formazione, massa critica e partecipazione delle comunità di base nell’esercizio dei diritti di cittadinanza
Rafforzamento delle capacità dei giovani e delle donne di partecipare attivamente alle politiche locali in particolare sui temi dell’educazione, sanità ed igiene pubblica favorendo l’istituzione dei nuovi consigli distrettuali, previsti dal “Local Government Act” del 2004.

6. DESCRIZIONE DEL RUOLO DEL VOLONTARIO NEL PROGETTO:
I volontari del SCV si pongono a integrazione (e non a sostituzione) del personale che già opera e con cui, anzi, svolge un’esperienza di lavoro altamente formativa, attraverso il trasferimento di conoscenze teoriche (il sapere) e di modalità intervento pratico (il sapere fare) nelle molteplici situazioni che di volta in volta si debbono affrontare.

Nello specifico delle attività il volontario si occuperà di:
- partecipare alla progettazione, all’organizzazione, alla preparazione di supporti formativi e alla realizzazione di seminari per le comunità e le autorità locali sulla conoscenza e l’implementazione del Local Government Act;
- partecipare alla progettazione, all’organizzazione, alla preparazione di supporti formativi e alla realizzazione di seminari di sensibilizzazione sul “documento strategico di riduzione della povertà” per i consiglieri distrettuali;
- partecipare alla progettazione e preparazione di supporti formativi per i corsi di formazione sulla risoluzione delle controversie per via pacifica;
- supportare l’elaborazione dei documenti con attività di ricerca e confronto anche con esperienze di altri paesi per la produzione di materiale informativo cartaceo su diritti e doveri del cittadino e delle istituzioni, sul ruolo delle leggi tradizionali, nazionali ed internazionali e della costituzione;
- ricerca dei documenti amministrativi e sostegno nella diffusione di copie della costituzione sierraleonese, e di altri documenti amministrativi;
- supportare l’elaborazione dei documenti con attività di ricerca e confronto anche con esperienze di altri paesi per la produzione e diffusione di programmi radio sul tema della decentraliz-zazione delle istituzioni, su diritti e doveri della cittadinanza e sul ruolo della legge;
- partecipare alla progettazione ed assistere la creazione di comitati distrettuali sul monitoraggio dell’erogazione dei servizi (salute, educazione, water/sanitation);
- partecipare alla preparazione dei questionari di indagine, supportare la realizzazione di indagini quantitative e qualitative a supporto di analisi sociali di terreno con lo scopo di promuovere campagne di sensibilizzazione delle istituzioni sui temi della riduzione della povertà e della partecipazione della società civile;
- supportare la realizzazione della banca dati delle diverse attività in modo da consentire un monitoraggio dei cambiamenti sul territorio.
Al volontario sarà inoltre richiesta un’attività di sensibilizzazione:
- incontri testimonianza con scuole, gruppi giovanili, comunità, altri volontari SC in Italia;
- realizzazione di materiale promozionali di sensibilizzazione: mostre fotografiche, video, racconti;
- produzione di materiale per la rivista di Caritas Italiana ItaliaCaritas, per le riviste diocesane e per il siti web di caritas italiana e delle caritas diocesane;
- partecipazione ad eventi nazionali di promozione e sensibilizzazione del servizio civile.

7. PARTICOLARI CONDIZIONI DI DISAGIO PER I VOLONTARI CONNESSE ALLA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO:
Il livello di sicurezza nella città di Makeni è ritenuto sufficiente per l’impiego di volontari, vi è un certo rischio di furti e rapine e, come in altri contesti africani, possibili repentini cambiamenti della situazione sono sempre da tenere in dovuta considerazione.
I due volontari alloggeranno in un piccolo appartamento indipendente, affittato per loro da Caritas Italiana, dove potranno prepararsi i pasti. L’abitazione si trova in una zona tranquilla di Makeni, non lontano vi abitano anche alcuni colleghi locali dello staff di progetto ed è a poche centinaia di metri da una parrocchia della città. i volontari e le motivazioni della loro presenza in città verranno presentati alla comunità parrocchiale di modo da creare un sentimento positivo nei loro confronti e facilitare la loro integrazione nel quartiere. la casa è dotata di un guardiano notturno affidabile conosciuto dal partner locale.
L’ufficio è raggiungibile con la moto o con i taxi locali dall’abitazione e godo di buona sicurezza.

8. EVENTUALI REQUISITI RICHIESTI AI CANDITATI PER LA PARTECIPAZIONE AL PROGETTO:
§ capacità di entrare in relazione con il personale della controparte locale;
§ spirito di adattamento, elasticità e curiosità;
§ alto spirito di servizio e disponibilità ad assumere uno stile di vita sobrio, responsabile e rispettoso delle dinamiche comunitarie;
§ competenze di base in educazione alla pace e approcci partecipativi alla cooperazione allo sviluppo;
§ conoscenza ed esperienza in ambito ecclesiale ed in modo particolare nella caritas a livello diocesano e/o parrocchiale;
§ utilizzo di software e applicativi in ambito di videoscrittura, database, internet e posta elettronica;
§ ottima conoscenza della lingua inglese;
§ disponibilità alla vita comunitaria;
§ (preferibile) formazione nei settori della cooperazione allo sviluppo, scienze della formazione, economia, scienze politiche, sociologia o esperienze professionali o di volontariato in questi ambiti.

Note:

DOVE INVIARE LA CANDIDATURA
Caritas Italiana
via Aurelia, 796 00165 - ROMA
Tel. 06.66177267 (Ufficio servizio civile)

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