THAILANDIA - Takuapa - CARITAS ITALIANA
1. SEDE DI REALIZZAZIONE DEL PROGETTO:
Nel distretto di San Marcos, il casco bianco è in servizio presso Remhi, organizzazione pastorale della Chiesa del Guatemala per la Recuperación de la Memoria Historica.
2. NOTIZIE GENERALI DEL PAESE DOVE SI REALIZZA IL PROGETTO:
Posizione: Centro America
Popolazione: 13.230.423 abitanti; circa il 90% è rappresentato dai discendenti degli antichi Maya. Altre popolazioni sono: i ladino (discendenti da indiani americani e spagnoli), i Garifuna (della regione dei Caraibi) e gli Xinca.
Superficie: 108.890 kmq
Capitale: Guatemala
Moneta: Quetzal
Lingua ufficiale: Spagnolo
Religione: maggioranza cattolica, sono comparse sette protestanti, sopravvive la religione Maya.
Governo: Alvaro Colom, presidente da gennaio 2008. Parlamento: Assemblea Nazionale con 158 membri eletti dal popolo con un mandato di 4 anni.
3. DESCRIZIONE DEL CONTESTO TERRITORIALE:
Il distretto di San Marcos è situato nella parte sud occidentale del paese, vicino alla frontiera con Messico e dista 250 km. dalla capitale del Guatemala. Il dipartimento ha 3 zone geografiche:
1. l'altopiano, una regione con clima freddo dove i suoi abitanti possiedono terre a bassa
produttività, motivo per cui sono costretti ad emigrare;
2. verso la costa: in questa zona si coltiva caffè;
3. la costa che è terra altamente produttiva (caffè, canna di zucchero, palma africana da olio, tabacco, banane e praterie per il bestiame). Questa regione è divisa in “fincas”, ossia grandi proprietà terriere: le terre di alta produzione si trovano in mani di pochi industriali e la popolazione non ha accesso ad esse.
Il prezzo del caffè, uno dei principali prodotti su cui vive la popolazione rurale di San Marcos, è crollato. L’accesso alla proprietà della terra che lavorano, per molti contadini è un sogno.
Il dipartimento ha 29 municipi dei quali solo il 40% dispone di strade asfaltate; la maggior parte di questi municipi sono ubicati nell'altopiano ed hanno un'alta concentrazione di popolazione del gruppo etnico mam.
La guerra ha lasciato ferite che sono facilmente percepibili quando si visitano i villaggi, assai distanti l’uno dall’altro, con difficoltà di accesso e di comunicazione, dove l’indice di povertà economica e culturale è altissimo.
Durante il conflitto armato molte famiglie sono state costrette a fuggire in Messico, e dopo un processo di negoziazione, un gruppo numeroso di rifugiati ha deciso di ritornare in attesa dei benefici promessi dal governo guatemalteco ma che ancora non sono stati realizzati.
Per motivi diversi, è in continua crescita il movimento migratorio verso Messico e Stati Uniti. Questa parte del Guatemala ha subìto ancor più gravemente gli effetti dell’ingresso del paese nell’area di libero scambio.
4. DESCRIZIONE DEL CONTESTO SETTORIALE:
Il progetto si realizza all’interno di REMHI (recuperación de la memoria histórica), parte integrante della pastorale sociale della diocesi.
La finalità prima di questo progetto pastorale, di solidarietà e riconciliazione nel dopo guerra, è contribuire al processo di costruzione della pace, attraverso la conoscenza della storia, delle cause e delle conseguenze del conflitto armato, e promuovere processi di educazione, organizzazione e liberazione integrale.
Il progetto è impegnato nelle scuole in un programma di educazione alla pace per aiutare a rinforzare il processo di ricostruzione del tessuto sociale e accompagnare il processo di riconciliazione delle e tra le persone e le comunità. Il progetto di Remhi si realizza in tutti i 29 municipi del dipartimenti; si lavora direttamente con gli animatori della riconciliazione e i parroci di 14 municipi ed è rivolto particolarmente ai seguenti gruppi di popolazione: vedove, orfani, popolazione ritornata, gruppi di studenti e giovani e altri organizzazioni coinvolte nel lavoro della “memoria storica”.
Attualmente Remhi San Marcos, grazie al suo lungo lavoro e alla sua ampia documentazione fatta da testimonianze dirette, collabora con il Programa Nacional para el Resarcimiento delle vittime del conflitto.
4. OBIETTIVI GENERALI E SPECIFICI DEL PROGETTO:
All’interno dell’obiettivo generale di accompagnare il processo di ricostruzione del tessuto sociale nelle comunità coinvolte nel conflitto armato del dipartimento di San Marcos attraverso azioni mirate a favorire lo sviluppo integrale e la convivenza della cultura della pace, gli obiettivi specifici sono:
§ rafforzare la formazione di animatori della riconciliazione affinché siano agenti di cambiamento;
§ proseguire il processo di “devoluciòn” della storia, affinché permetta la presa di coscienza nella popolazione;
§ aiutare nei processi educativo-formativi della gioventù;
§ accompagnare le vittime del conflitto armato per accedere al risarcimento economico promosso dal governo;
§ incidere nelle politiche istituzionali per cercare soluzioni alla problematica socioeconomica e politica del dipartimento
§ realizzare nelle scuole attività di educazione alla pace
5. DESCRIZIONE DEL RUOLO DEL VOLONTARIO NEL PROGETTO:
I volontari del SCV si pongono a integrazione (e non a sostituzione) del personale che già opera e con cui, anzi, svolge un’esperienza di lavoro altamente formativa, attraverso il trasferimento di conoscenze teoriche (il sapere) e di modalità di intervento pratico (il sapere fare) nelle molteplici situazioni che di volta in volta si debbono affrontare.
Nelle diverse attività portate avanti dal centro Remhi i volontari affiancheranno il personale diocesano:
§ collaborazione nei laboratori di animatori per catechisti parrocchiali;
§ preparazione degli incontri formativi nelle comunità;
§ partecipazione ai laboratori formativi nelle scuole per ricuperare la memoria delle vittime del conflitto;
§ accompagnamento del processo di ricostruzione del tessuto sociale aiutando a riconoscere la realtà personale, sociale,…;
§ visite alle parrocchie e alle famiglie e lavoro per la riconciliazione all’interno della propria comunità con animatori e parroci;
§ partecipazione nella rete remhi interdiocesana e in altre reti di diritti umani;
§ collaborazione nelle esumazioni e nelle attività di sopporto psico-sociale delle vittime;
§ appoggio il processo di riattivazione economica delle comunità la carolina e el porvenir;
§ iniziative per giovani nelle parrocchie, comunità, scuole: attività sportive, laboratori teatrali, gruppi musicali;
§ elaborazione di materiale didattico su pace, perdono, riconciliazione;
§ coinvolgimento nelle attività di commemorazione dell’anniversario della morte di monsignor Gerardi;
§ studio, approfondimento ed elaborazione di report su Remhi e storia del conflitto armato.
6. PARTICOLARI CONDIZIONI DI DISAGIO PER I VOLONTARI CONNESSE ALLA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO:
I due volontari alloggeranno in un piccolo appartamento indipendente. Abitare e lavorare accanto a comunità che hanno vissuto e partecipato nel conflitto armato non costituisce nessun rischio per la sicurezza dei volontari. Lo straniero europeo, però, disponendo di maggiori ricchezze, è più spesso soggetto a rapine, furti e aggressioni. Ciò può accadere nelle strade principali, in macchina o a piedi, in casa, nei quartieri e nei posti di lavoro. In Guatemala il rischio di malaria esiste tutto l’anno al di sotto dei 1.500 metri; il rischio di malattie diarroiche trasmesse con alimenti e bevande è elevato; il tifo è molto comune e l'epatite A è diffusa; molto diffuse le dissenterie amebiche e bacillari. Non ci sono particolari accorgimenti presso i luoghi di servizio giacché tutti godono di buona "sicurezza sociale". Con riferimento ai luoghi più esposti (strade, case, luoghi a rischio reale come le terre occupate e ancora in situazione conflittuale), il volontario sarà accompagnato sin dall'inizio dagli operatori locali di Remhi. Il volontario lavorerà in maniera autonoma progressivamente al livello di "riconoscimento sociale" raggiunto; infatti l’inserimento positivo nelle comunità di riferimento rappresenta il principale deterrente ad una possibile aggressione da parte di estranei. Soprattutto in questi ambienti, al volontario è raccomandata vigilanza, prudenza e particolare attenzione a vivere uno “stile di relazioni” innanzitutto corrette e rispettose delle norme civili locali, nonché cordiali, anche in caso di situazioni di stress di qualsiasi tipo (secondo le pratiche e le tecniche classiche di training autogeno e i principi di non violenza).
Nella comunità di san Marcos non si registrano carenze né di acqua né di servizi igienici né di elettricità, e nemmeno difficoltà di spostamento; tali difficoltà sono invece interamente presenti nel corso delle visite e del soggiorno nelle comunità indigene, previste dal programma stesso.
7. EVENTUALI REQUISITI RICHIESTI AI CANDITATI PER LA PARTECIPAZIONE AL PROGETTO:
§ conoscenza della lingua spagnola;
§ elevato spirito di servizio e disponibilità ad assumere un comportamento improntato a uno stile di vita sobrio, responsabile e rispettoso anche delle dinamiche comunitarie;
§ spirito di adattamento e disponibilità alla vita comunitaria;
§ attenzione alla relazione prima dell’azione;
§ disposizione a imparare nuovi metodi di conoscenza e analisi della realtà;
§ capacità ad entrare in relazione con l’équipe di lavoro;
§ disponibilità per adattarsi ai diversi servizi o attività che il progetto possa richiedere;
§ formazione nei settori della cooperazione allo sviluppo, economia, scienze politiche, scienze della formazione, sociologia, tecniche di animazione giovanile.
DOVE INVIARE LA CANDIDATURA
Caritas Italiana
via Aurelia, 796 00165 - ROMA
Tel. 06.66177267 (Ufficio servizio civile)

